20 MARZO 2017 - Teatro Mina Mezzadri
di Mauro Lamantia e Filippo Renda
ispirato a “Il Complesso di Telemaco” di Massimo Recalcati
regia Filippo Renda
con Mauro Lamantia e Simone Tangolo
produzione Idiot Savant / Ludwig
Un tipico ufficio pubblico di una tipica provincia della tipica Italia. In questo luogo prende vita il dialogo tra due uomini che tanto ricordano gli Ulisse e i Telemaco della mitologia delle scuole dell'obbligo.
Il più giovane dei due è cresciuto davanti alla televisione, rinchiuso in una casa che non ha mai lasciato da quando suo padre è scomparso. Racconta di una madre costrettasi all'infermità, e che impone a sua volta al ragazzo la clausura, in attesa di un fantomatico ritorno paterno.
Un giorno però, un grave guasto alle tubature di casa costringe il giovane Telemaco ad uscire. Per quanto ne sappia il ragazzo, l'unico in grado di risolvere il problema è colui che ha costruito la casa stessa: il padre.
Così, per la prima volta dopo dieci anni, varca la soglia di casa e si ritrova in questo ufficio; qui, qualcuno gli ha detto, l'aiuteranno a ritrovare ciò che ha perso.
Il più anziano dei due sta aspettando il suo turno per poter ritirare una pensione di invalidità per un incidente di lavoro: dopo essersi scontrato con la celeberrima burocrazia italica, in questo giorno, finalmente, potrà accedere a un risarcimento.
Il ragazzo decide che sarà l'anziano colui che lo aiuterà a trovare suo padre.
Uno spettacolo generazionale che racconta in maniera dissacrante e surreale la vita e i destini dei “ragazzi degli anni ‘90” e dei loro padri.
Uno dei temi al centro della ricerca drammaturgica italiana è il tema dell'eredità. C'è in atto una trasformazione generazionale del conflitto tra padre e figlio. Il famoso “Complesso di Edipo” freudiano sta lasciando il posto a un nuovo riferimento mitologico: Telemaco, il figlio che aspetta un padre che ha deciso di assentarsi, di prendersi una pausa, di non invecchiare sfuggendo dal proprio ruolo paterno.
Non c'è conflitto, quindi, perché manca uno dei due contendenti. Abbiamo deciso di mettere in scena un lavoro, che sì, prende spunto da studi accademici (primo fra tutti “Il Complesso di Telemaco” di Massimo Recalcati), ma vuole anche essere raccontato con le tinte surreali e grottesche tipiche della nostra estetica. Ne esce fuori un'opera spudorata e, forse, un po' arrogante, ma molto, molto, autoironica.
Filippo Renda e Mauro Lamantia
Durata: 60 minuti senza intervallo
24 MARZO 2017
18 MARZO 2017
DAL 25 FEBBRAIO 2017 AL 28 FEBBRAIO 2017